Italian poem
Tu che dal riguardarmi orror apprendi
by Giovanni Canale (1603–1696)
Tu che dal riguardarmi orror apprendi, timido parti e la mia vista abborri, arresta il piede e la mia voce intendi: se movi il piede, in grave error giá incorri. Come a fragil beltá perduto attendi, che sará qual son io, pensa e discorri; un punto mi mutò, da un punto pendi, e col tempo che vola a morte corri. Begli occhi, vago crin, guance rosate amabil mi rendeano, e in un momento divenni schifa polve, ossa spolpate. A macchinar disegni io vissi intento; ma i disegni, i pensieri e la beltate al mio estremo spirar sparirò in vento.