Italian poem
CCXCII (D. Ciccio, allor che Morte invida…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
D. Ciccio, allor che Morte invida, e fera Gli ebbe fatta provar l’ultim’ecclisse, Pregò Caronte, affin che su la nera Barca il guado Leteo gli consentisse; Ma con la man, dall’alta poppa, ov’era Ritto al governo, ei gli accennò, che gisse Pur oltre a guazzo, e in placida maniera, Quando a lui fu vicin, così gli disse: E’ privilegio a pari tuoi concesso Il poter senza imbarco, e pagamento Avere a l’altro margine l’accesso; Mentre un tondo C.... gonfio di vento Galleggiando leggier, può da se stesso Andar di là dal fiume a salvamento.
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