Italian poem
CXLII (ECcomi al fin, dove in equoreo…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
ECcomi al fin, dove in equoreo Regno Tutti ha gli studj suoi Febo introdotti; Ma senza il lume tuo par, che s’annotti, Ond’egli stesso ha questi lidi a sdegno. Vienne dunque ancor tu, che ben sei degno Di conversar con gli uomini più dotti, Ed in questi Accademici ridotti Mostra tu pure il tuo sublime ingegno. Vienne, D. Ciccio. Al tuo valor già parmi, Che risuonin gl’applausi, e il guiderdone Già ti veggo apprestar di bronzi, e marmi. Così avrà poi con nobil paragone Nelle lettere ancor, come nell’Armi Venezia il suo Bartolomeo C....
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