Italian poem
XXXVI (D. Ciccio, poi ch’avete esagerato…)
by Giovanni Francesco Lazzarelli (1621–1693)
D. Ciccio, poi ch’avete esagerato D’aver sì chiaro, e splendido intelletto, (Come per verità Dio ve l’ha dato Al maggior segno lucido, e perfetto.) Ciò venuto all’orecchie del Senato, E discusso l’affar del Gabinetto, Da quei saggi Signor s’è decretato D’adoprarvi ancor per altro effetto. Cioè di porvi in cima al Torrione Per far lume così da luogo tale Di notte a le marittime persone. Or bella cosa il veder un, che vale A far doppia, e dissimile funzione D’Auditor di Rota, e di Fanale!