Versos Italian Giovanni Francesco Lazzarelli XXXIX (L Angue la bella Europa, anzi…)

Italian poem

XXXIX (L Angue la bella Europa, anzi…)

by (1621–1693)

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L Angue la bella Europa, anzi la brutta, (Che tale è divenuta, e tal la rese Quel morbo marzial, che la sorprese Onde s’è tanto estenuata, e strutta.) Ancor però, che sia sì mal ridutta, In te, D. Ciccio, ha le speranze intese; Porgi tu dunque a lei la man cortese, Onde al tranquillo suo sia ricondutta, E non sia novità, che sovvenuta Oggi venga da te, né ch’ella scampi Per opera tua dalla mortal caduta; Ch’altre volte colà, quando perduta S’era tra i gigli de’ Sicani Campi, Dalla schiena d’un Bue fu sostenuta,