Italian poem
Avvezzianci a morir, se proprio è morte
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
Avvezzatici a morir, se proprio è morte e non piú tosto una beata vita l’alma inviar per lo suo regno ardita, ov’è chi la rallumi e la conforte; l’alma ch’avvinta d’uno stretto e forte nodo al suo fral, ch’a vano oprar la ’nvita, non sa da questo abisso, ov’è smarrita, levarsi al ciel su le destr’ali accorte; ché sí gradisce le visibil forme e ciò ch’è qui tra noi breve e fallace, ch’oblia le vere e ’l suo stato gentile. Quel tanto a me ch’io men vo dietro a l'orme di morte cosí pia, diletta e piace; ogn’altra vita ho per noiosa e vile.