Italian poem
Com'avrá sparsi i santi odor l'Aurora
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
— Com’avrá sparsi i santi odor l’Aurora col grembo d’oro in questa parte e ’n quella, tesserti mi vedrai laurea sí bella, ch’invidia te n’avran Cerere e Flora, immortal dea: s’al biondo Apollo ancora non cedi né a sua chiara invida stella, non mi sei giá men cara, alma sorella; se tu argenti le rive, egli le ’ndora. S’a quest’olmi due viti, a que’ due faggi l’edra è per sempre, ahi misera! abbracciata, perch’io non teco, o dolce Tirsi mio? — Cosí spargendo Alcippe innamorata lacrime e voci a Tirsi lungo ’l rio, sen gîr fuggendo d’oriente i raggi.