Italian poem
Come su l'olmo i suoi fieri accidenti
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
Come su l’olmo i suoi fieri accidenti, se ’l duro zappator i nati appena figli sen porta, piagne Filomena, empiendo l’aere di pietosi accenti; cosí torno ad ogn’or lá ’ve i pungenti occhi turbati, i quai non rasserena la chiara umiltá mia, con larga vena di pianto fêro i miei molli e dolenti, allor che l’alte mie speranze vidi fulminare e sparir gioie e riposi, come al sol umid’ombra si dilegua; e quivi, senz’aver col dolor tregua, gli occhi infermi portando e lacrimosi, percoto l’auree stelle co’ miei gridi.