Italian poem
Quella ch'a l'ombra e al sol ne' miei sospiri
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
Quella ch’a l’ombra e al sol ne’ miei sospiri chiamo, le cui divine, alte, chiare opre folta nebbia del mondo non ricopre né può tempo involar, fin che il sol giri, t’adorna or di smeraldi e di zaffiri ambe le sponde, o Tebro, ed in te scopre le glorie occulte e sol par che s’adopre mille accender d’onor caldi desiri; e mentre io penso al suo dolce sereno di cosí folte tenebre spogliarmi, ella altri riccamente al cielo scorge. Ma, perch’io impoverisca e mi disarmi di gioia, non fia mai che venga meno la speranza ch’ognor piú ardita sorge.
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