Versos Italian Giovanni Guidiccioni Spirto gentile, che ne' tuoi verdi anni

Italian poem

Spirto gentile, che ne' tuoi verdi anni

by (1500–1541)

Listen in the reader

Spirto gentile, che ne’ tuoi verdi anni prendesti verso il ciel l’ultimo volo, e me lasciasti qui misero e solo a lacrimar i miei piú che i tuoi danni, pon dal ciel mente in quanti amari affanni sia la mia vita, assai peggio che morte; mira qual dura sorte vivo mi tien qua giú contro mia voglia, acciò ch’io viva eternamente in doglia. Ché, quando torna a la memoria, quando torna per me quel sempre acerbo giorno che salisti a l’eterno alto soggiorno, tremo de la pietá, vo lacrimando e tremo e agghiaccio, meco ripensando come morte abbia que’ duo lumi spenti, che i miei lieti e contenti fecero spesso, ed or, di piagner vaghi, non hanno in tanto mal chi piú gli appaghi. Frate mio caro, senza te non voglio piú viver, né, volendo, ancor potrei; ché, poi che ti celasti agli occhi miei, uom non si dolse mai quant’io mi doglio: la lingua al duol e gli occhi al pianto scioglio, né credo però mai di piagner tanto ch’io possa col mio pianto far palese ad altrui quant’io t’amai, ché le lacrime mie son meno assai. Canzon, vedrai di ricche spoglie adorno un bel marmo e d’intorno errar lo spirto mio, che sempre chiama l’amato nome e sol la morte brama.