Italian poem
Vaga e lucente perla
by Giovanni Guidiccioni (1500–1541)
Vaga e lucente perla, che col splendor de’ tuoi bei raggi ardenti porgi lume a le genti e togli il vanto al sole, odi le mie parole. Dico che, quando al mondo venisti, eran le stelle liete, gioiose e belle nel piú benigno ciel d’Amor accese, e il pastorel d’Ameto un piú cortese giorno mai non ne rese. L’aria, la terra e l’acque rider vedeansi, e le lascive aurette coi fior scherzar e con le verdi erbette. Né il tuo nome si tacque per bocca degli augei, ch’a schiera a schiera cantando facean dolce primavera. Deh, perché non ho io da lodarti ’l poter come ’l desio?
More by Giovanni Guidiccioni
- Tanti con mia vergogna aspri tormenti
- Teolo gentil, s'al ver dritto si mira
- Traggeti a piú bel rio l'ardente sete
- Tu che con gli occhi ove i piú ricchi e veri
- Vago pensier, che dietro a' miei desiri
- Vedrá la gente omai che quant'io dissi
- Vedrò quegli occhi mai chiari e lucenti
- Vera fama fra i tuoi piú cari sona