Italian poem
Il fringuello cieco
Finch... finchè nel cielo volai, finch... finch’ebbi il nido sul moro; c’era un lume, lassù, in ma’ mai, un gran lume di fuoco e d’oro, che andava sul cielo canoro, spariva in un tacito oblio...
Il sole!... Ogni alba nella macchia, ogni mattina per il brolo, “Ci sarà?„ chiedea la cornacchia; “Non c’è più!„ gemea l’assïuolo; e cantava già l’usignolo: “Addio addio dio dio dio dio...„
Ma la lodola su dal grano saliva a vedere ove fosse. Lo vedeva lontan lontano con le belle nuvole rosse. E, scesa al solco donde mosse, trillava: “C’è, c’è, lode a Dio!„
“Finch... finchè non vedo, non credo„ però dicevo a quando a quando. Il merlo fischiava: “Io lo vedo„; l’usignolo zittìa spiando. Poi cantava gracile e blando: “Anch’io anch’io chio chio chio chio...„
Ma il dì ch’io persi cieli e nidi, ahimè che fu vero, e s’è spento! Sentii gli occhi pungermi, e vidi che s’annerava lento lento. Ed ora perciò mi risento: “O sol sol sol sol... sole mio?„