Italian poem
Il mendico
I
Ma in tanto che, ombrato da un velo, nell’acqua il lavoro suo fiotta, tra l’urto dei cirri del cielo s’è rotta la tenue gugliata.
Egli alza la testa. Il suo filo s’è rotto; e si sente dai tufi, dall’inaccessibile asilo dei gufi, la morte che fiata.
E piccolo il sole che muore, gli appare traverso la cruna dell’ago. Egli dice nel cuore: — Ti lodo. Fortuna!
III
M’hai dato la dolce speranza che arretra se il cuore s’avvia, l’immemore cuore che avanza su nave che scìa.
IV
Se non mi porgesti nè un sorso di dolce, le fauci inquiete non m’arde con vano rimorso la sete dell’ultima stilla.
Non vidi che nero, non bebbi che fiele; ma ingrato non sono: ti lodo per ciò che non ebbi; che non abbandono.
VI
VII
e simile a sogno di nulla, nell’acqua c’è l’ombra sua bruna, che appena si dondola e culla nel lume di luna.
10 Agosto 1899