Italian poem
Il miracolo
Vedeste, al tocco suo, morte pupille!
Vedeste in cielo bianchi lastricati con macchie azzurre tra le lastre rare; bianche le fratte, bianchi erano i prati, queto fumava un bianco casolare, sfogliava il mandorlo ali di farfalle.
Vedeste l’erba lucido tappeto, e sulle pietre il musco smeraldino; tremava il verde ciuffo del canneto, sbocciava la ninfèa, nell’acquitrino, tra rane verdi e verdi raganelle.
Vedeste azzurro scendere il ruscello fuori dei monti, fuor delle foreste, e quelle creste, aereo castello, tagliare in cielo un lembo più celeste: era colore di vïola il colle.
Vedeste in mezzo a nuvole di cloro rossa raggiar la fuga de’ palazzi lungo la ripa, ed il tramonto d’oro dalle vetrate vaporare a sprazzi, a larghi fasci, a tremule scintille.
Dormono i corvi dentro i lecci oscuri, qualche fiaccola va pei cimiteri; dentro i palazzi, dentro gli abituri, al buio, accanto ai grandi letti neri, dormono nere e piccole le culle.