Italian poem
La guazza
Laggiù, nella notte, tra scosse d’un lento sonaglio, uno scalpito è fermo. Non anco son rosse le cime dell’alpi.
Nel cielo d’un languido azzurro, le stelle si sbiancano appena: si sente un confuso sussurro nell’aria serena.
Chi passa per tacite strade? Chi parla da tacite soglie? Nessuno. È la guazza che cade sopr’aride foglie.
Si parte, ch’è ora, nè giorno, sbarrando le vane pupille; si parte tra un murmure intorno di piccole stille.
In mezzo alle tenebre sole, qualcuna riluce un minuto; riflette il tuo Sole, o mio Sole: poi cade: ha veduto.