Italian poem
La vite e il cavolo
Dal glauco e pingue cavolo si toglie e fugge all’olmo la pampinea vite, ed a sè, tra le branche inaridite, tira il puniceo strascico di foglie.
Pace, o pampinea vite! Aureo s’accoglie il sol nel lungo tuo grappolo mite; aurea la gioia, e dentro le brunite coppe ogni cura in razzi d’oro scioglie.
Ma, nobil vite, alcuna gloria è spesso pur di quel gramo, se per lui l’oscuro paiol borbotta con suo lieve scrollo;
e il core allegra al pio villan, che d’esso trova odorato il tiepido abituro, mentre a’ fumanti buoi libera il collo.