Italian poem
Lapide
Dietro spighe di tasso barbasso, tra un rovo, onde un passero frulla improvviso, si legge in un sasso: qui dorme pia gigli fanciulla.
Radicchiella dall’occhio celeste, dianto di porpora, sai, sai, vilucchio, di Pia? la vedeste, libellule tremule, mai?
Ella dorme. Da quando raccoglie nel cuore il soave oblio? quante oh! le nubi passate, le foglie cadute, le lagrime piante;
quanto, o Pia, si morì da che dormi tu! Pura di vite create a morire, tu, vergine, dormi, le mani sul petto incrociate.
Dormi, vergine, in pace: il tuo lene respiro nell’aria lo sento assonare al ronzìo delle andrene, coi brividi brevi del vento.
Lascia argentei il cardo al leggiero tuo alito i pappi suoi, come il morente alla morte un pensiero, vago, ultimo: l’ombra d’un nome.