Italian poem
Sera festiva
O mamma, o mammina, hai stirato la nuova camicia di lino? Non c’era laggiù tra il bucato, sul bossolo e sul biancospino. Su gli occhi tu tieni le mani... Perchè? non lo sai che domani...? din don dan, din don dan.
Si parlano i bianchi villaggi cantando in un lume di rosa: dall’ombra de’ monti selvaggi si sente una romba festosa. Tu tieni a gli orecchi le mani... tu piangi; ed è festa, domani... din don dan, din don dan.
Tu pensi.... Oh! ricordo: la pieve... quanti anni ora sono? una sera... il bimbo era freddo, di neve; il bimbo era bianco, di cera: allora sonò la campana (perchè non pareva lontana?) din don dan, din don dan.
Sonavano a festa, come ora, per l’angiolo; il nuovo angioletto nel cielo volava a quell’ora; ma tu lo volevi al tuo petto, con noi, nella piccola zana: gridavi; e lassù la campana... din don dan, din don dan.