Italian poem
Seguenza de' morti
by Giuseppe Gioachino Belli (1791–1863)
Giorno d’ira e di vendetta Per la stirpe maledetta Scioglierà la terra in cenere Come un dì si profetò. Oh qual tremito ed orrore Al venir del Redentore Per librar severo giudice Quanto al mondo s’operò! Squilleranno orrende trombe Sui silenzî delle tombe, E quel suono formidabile Tutti al trono incalzerà. Stupiran morte e natura Nel veder la creatura Che risorta da’ suoi tumuli Al suo Dio risponderà. S’aprirà quel libro scritto Che ogni merto ogni delitto Svelerà nel gran giudizïo, Non fallace indicator. Niun sarà reato occulto, Niun sarà peccato inulto, Al seder sull’ìgnea cattedra L’alto Iddio vendicator. A placar quell’ira accesa Chi torrà la mia difesa? Quando il giusto anch’ei fia trepido Che dirò, gran Dio, per me? Maestà tremenda e forte, Salva me da eterna morte, Tu che dài perdon gratùito A chi pur confida in te. Ah ricorda, o Gesù buono, Che a recarmi quel perdono T’incarnasti in una Vergine, Ti facesti a me fratel. Mi chiamasti colla voce, Mi salvasti sulla croce: Tanto amore e tanti spasimi Non sien vani a trarmi in ciel. Giusto vindice qual sei Ah rimetti i falli miei Pria che giunga il dì novissimo E placabil non sii più. Gemebondo peccatore Sparso ho il volto di rossore: Ah tu ascolta le mie suppliche, Pietosissimo Gesù. Se a Maria tua grazia apristi, Se il ladrone esäudisti, A me desti ne’ tuoi meriti Da sperare anch’io così. Il pregar d’un cuor maligno Non respinger, Dio benigno: Fà che il fuoco senza termine Non m’ingoî nel fiero dì. Fammi agnel della tua greggia: Deh fra gl’irchi io non mi veggia Pommi al destro de’ due popoli Che starai per giudicar. Riprovati i maledetti E alle atroci fiamme astretti, Me allor chiama alla tua glorïa Cogli eletti a giubilar. Chino e supplice t’invoco, Arso il cuor da interno fuoco: A buon fin mi guida l’anima, Crocifisso Redentor. Giorno tristo e lagrimoso Quando là dov’era ascoso Verrà fuor dalla sua polvere Il chiamato peccator! Gli sorridi, o Gesù pio: Gli perdona, o vero Iddio: Gli concedi eterna requïe, Benignissimo Signor.