Italian poem
A me stesso di me pietate vene
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A me stesso di me pietate vene per la dolente angoscia ch’i’ mi veggio di molta debolezza; quand’io seggio, l’anima sento ricoprir di pene.
Tutto mi struggo, perch’i’ sento bene che d’ogni angoscia la mia vita è peggio. La nova donna, cui mercede cheggio, questa battaglia di dolor mantene.
Però che, quand’i’ guardo verso lei, rizzami gli occhi de lo su’ disdegno sì feramente, che distrugge ’l core.
Allor si parte ogni vertù da’ miei e ’l cor si ferma per veduto segno, dove si lancia crudeltà d’amore.
Also available with a spoken translation into English in the reader.