Italian poem
Di vil matera mi conven parlare
Di vil matera mi conven parlare, perdere rime sillabe e sonetto sì, ch’a me stesso giuro ed imprometto a tal voler per modo legge dare.
Perchè sacciate balestra legare e coglier con isquadra archile in tetto e certe fiate aggiate Ovidio letto e trar quadrelli e false rime usare,
non po’ venire per la vostra mente, là dove insegna amor sottile e piano, di sua manera dire e di su’ stato.
Già non è cosa che si porti in mano: qual che voi siate, egli è d’un’altra gente: sol al parlar si vede chi v’è stato.
Già non vi toccò lo sonetto primo: amore à fabbricato ciò ch’io limo.