Italian poem
Posso de gli occhi miei novella dire
Posso de gli occhi miei novella dire, la quale è tale che piace sì al core, che di dolcezza ne sospir’ amore.
Questo novo plager, che ’l mio cor sente, fu tratto sol d’una donna veduta, la quale è sì gentile ed avenente e tanto adorna, che ’l cor la saluta. Non è la sua beltate canosciuta da gente vile; chè lo suo colore chiama intelletto di troppo valore.
Io veggio che ne gli occhi suoi risplende una vertù d’amor tanto gentile ch’ogni dolce piacer vi si comprende. E move allora un’anima gentile, respetto de la quale ogn’altra è vile: e non si po’ di lei giudicar fore altro che dir: - questo è novo splendore. -
Va, ballatetta. e la mia donna trova e tanto li domanda di merzede, che gli occhi di pietà verso te mova per quei che ’n lei à tutta la sua fede: e s’ella questa grazia ti concede mandi una voce d’allegrezza fore che mostri quella che t’à fatto onore.