Italian poem
S'io prego questa donna che pietade
S’io prego questa donna che pietate non sia nemica del suo cor gentile, tu di’ ch’io sono sconoscente e vile e disperato e pien di vanitate.
Onde ti vien si nova crudeltate? Già risomigli, a chi ti vede, umile saggia ed adorna ed accorta e sottile e fatta a modo di soavitate.
L’anima mia dolente e paurosa piange ne li sospir che nel cor trova sì, che bagnati di pianto escon fore.
Allora par che ne la mente piova una figura di donna pensosa, che vegna per veder morir lo core.