Versos Italian Guido Gozzano Il gioco del silenzio

Italian poem

Il gioco del silenzio

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Non so se veramente fu vissuto quel giorno della prima primavera. Ricordo - o sogno? - un prato di velluto, ricordo - o sogno? - un cielo che s’annera, e il tuo sgomento e i lampi e la bufera livida sul paese sconosciuto....

Poi la cascina rustica del colle e la corsa e le grida e la massaia e il rifugio notturno e l’ora folle e te giuliva come una crestaia, e l’aurora ed i canti in mezzo all’aia e il ritorno in un velo di corolle....

- Parla! - Salivi per la bella strada primaverile, tra pescheti rosa, mandorli bianchi, molli di rugiada.... - Parla! - Tacevi, rigida pensosa della cosa carpita, della cosa che accade e non si sa mai come accada....

- Parla! - seguivo l’odorosa traccia della tua gonna.... Tuttavia rivedo quel tuo sottile corpo di cinedo, quella tua muta corrugata faccia che par sogni l’inganno od il congedo e che piacere a me par che le spiaccia....

E ancora mi negasti la tua voce in treno. Supplicai, chino rimasi su te, nel rombo ritmico e veloce.... Ti scossi, ti parlai con rudi frasi, ti feci male, ti percossi quasi, e ancora mi negasti la tua voce.

Giocosa amica, il Tempo vola, invola ogni promessa. Dissipò coi baci le tue parole tenere fugaci.... Non quel silenzio. Nel ricordo, sola restò la bocca che non diè parola, la bocca che tacendo disse: Taci!....