Italian poem
Ecco ch'una altra volta, o valle inferna
by Isabella Morra (1520–1546)
Ecco ch’una altra volta, o valle inferna, o fiume alpestre, o ruinati sassi, o ignudi spirti di virtute e cassi, udrete il pianto e la mia doglia eterna.
Ogni monte udirammi, ogni caverna. ovunqu’io arresti, ovunqu’io mova i passi; ché Fortuna, che mai salda non stassi. cresce ogn’or il mio mal, ogn’or l’eterna.
Deh, mentre ch’io mi lagno e giorno e notte, o fere, o sassi, o orride ruine, o selve incolte, o solitarie grotte,
ulule, e voi del mal nostro indovine, piangete meco a voci alte interrotte il mio più d’altro miserando fine.