Italian poem
Ahimè, ch'io veggio il carro e la catena
by Lorenzo Bellini (1643–1704)
Ahimè, ch’io veggio il carro e la catena, Ond’io n’andrò nel gran trionfo avvinto: Già ’l collo mio, di sua baldanza scinto, Giro di ferro vil stringe ed affrena. E la Superba il carro in giro mena, Ove il popol più denso insulti al vinto: E strascinato, e d’ignominia cinto, Fammi l’empia ad altrui favola e scena. Quindi mi tragge in ismarrito speco, Ove implacabil regno have vendetta Fra strida disperate in aer cieco. E col superbo piè m’urta e mi getta Dinanzi a Lei, con cui rimango; e seco, Chi puo pensar qual crudeltà m’aspetta?