Italian poem
Se il Mar, che dorme, e l'ingemmato Aprile
by Ludovico Antonio Muratori (1672–1750)
Se il Mar, che dorme, e l’ingemmato Aprile Contemplo, e il Ciel, che tante luci aggira, Io certo giurerei, che non si mira Altra quaggiù vista, o beltà simìle. Pur di beltade un paragon ben vile Sono il Cielo, e l’Aprile, e il Mar senz’ira, Qualora il Mondo attonito rimira In nobiltà di stato un cor gentile. Poi se il Verno io contemplo, e se il furore Del Mar, che mugghia, o il Ciel di nembi armato, Ecco tutto d’orror mi s’empie il cuore. Pur più del Verno, e più del Ciel irato, E più del Mar spira d’intorno orrore Un cuor superbo in povertà di stato.