Italian poem
128. Se 'l timor della morte
Se ’l timor della morte chi ’l fugge e scaccia sempre lasciar là lo potessi onde ei si muove, Amor crudele e forte
con più tenaci tempre d’un cor gentil faria spietate pruove. Ma perché l’alma altrove per morte e grazia al fin gioire spera, chi non può non morir gli è ’l timor caro al qual ogni altro cede. Né contro all’alte e nuove bellezze in donna altera ha forza altro riparo che schivi suo disdegno o suo mercede. Io giuro a chi nol crede, che da costei, che del mio pianger ride, sol mi difende e scampa chi m’uccide.
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- 124. Questa mie donna è sì pronta e ardita
- 125. Tanto di sé promette
- 126. Se l'alma è ver, dal suo corpo disciolta
- 127. Non pur la morte, ma 'l timor di quella
- 129. Da maggior luce e da più chiara stella
- 130. Non è senza periglio
- 132. Mentre che 'l mie passato m'è presente
- 133. Condotto da molt'anni all'ultim'ore