Italian poem
242. S'egli è che 'n dura pietra alcun somigli
S’egli è che ’n dura pietra alcun somigli talor l’immagin d’ogni altri a se stesso, squalido e smorto spesso il fo, com’i’ son fatto da costei. E par ch’esempro pigli ognor da me, ch’i’ penso di far lei. Ben la pietra potrei, per l’aspra suo durezza, in ch’io l’esempro, dir c’a lei s’assembra; del resto non saprei, mentre mi strugge e sprezza, altro sculpir che le mie afflitte membra. Ma se l’arte rimembra agli anni la beltà per durare ella, farà me lieto, ond’io le’ farò bella.
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