Italian poem
I
Poi che il sol tramontò, poi che lontana piange la mesta squilla il dì che muor, da 'l solingo veron la castellana canta così alle stelle il suo dolor:
«Qui presso, tra due monti, è rimpiattato un castello che il sol mai non scaldò. Il vento che vi spira è avvelenato, Buco è il suo nome e se lo meritò.
»Invece in faccia a 'l sol ride scoperto questo palagio mio cinto di fior. Ride tra i boschi, ospitalmente aperto ad ogni dolce peregrin d'amor.
»L'altra notte vegliai su 'l mio balcone e vidi ne la valle un cavalier, oh, come bello! e con l'aurato sprone il cavallo spingea lungo il sentier.
Il cor mi palpitò quando lo scorsi, l'aspetto suo mi vinse e mi rapì. Tutta tremante da 'l balcon mi sporsi, tesi le braccia e gli parlai così:
--Fermati cavalieri Deh, tante cose vorrei dirti!.... Ove vai? Fermati quì!--» Ma galoppando il cavalier rispose: Signora, io vado a Buco...--«e poi sparì».