Italian poem
Tempesta In Mare
Fra Bordighiera e Nizza, Dove più azzurro è il mar, Un giovin marinar L'albero drizza.
Forte, gentile e bello Vola sull'Ocean, Col suo timone in man, Come un uccello.
Nè morte nè ferita Gli fa terror, perchè Assicurato egli è Sopra la vita;
Ma dalle parti basse Di Greco e Maestral Si leva un temporal Di prima classe,
S'odon da lunge i tuoni Si vede lampeggiar E allora il marinar Dice: «Coioni!
Se dura niente niente Tra poco si anderà In pasto ai baccalà Sicuramente.
Le braghe di fustagno Umide sono già.... Cosa dirà mamà: Se me le bagno?
In mar si sta benone, Ma, se credete a me, Si gode più al Caffè Del Pavaglione,
E se a toccare il suolo Arrivo col seder, Piuttosto che il nocchier Fo il ruscarolo».
Ma per combinazione Mentre dicea così, Il tempo si schiarì Là, in quel cantone.
Dell'onde il mal governo In un balen cessò E il temporale andò Verso Paderno.
L'iniqua alfin parola Ode in un porto dir E tira un gran sospir Che lo consola.
Gli affari di famiglia Scorda e l'orrendo mar E corre a ritrovar La Centomiglia;
Ahi lasso! e i suoi quattrini Li spende così mal Che va nell'Ospedal Da Gamberini.
Vedi da ciò quant'erra Il detto popolar Che dice: «loda il mar, Tienti alla terra».
Interiezione marinaresca che denota sorpresa.
Condotto da Enrico Lamma in piazza Galvani a Bologna.
Raccoglitore ambulante di detriti organici. Dial. bol.
Qui la geografia è bastonata. Paderno non è tra Bordighiera e Nizza, ma sui colli a sud di Bologna.
Etera peripatetica e scalcagnata che disonora i vicoli di Bologna.
Già Direttore della Clinica Dermosifilopatica all'Ospedale di S. Orsola.
PER LA CADUTA DI PALAMIDONE SONETTO SBOLENFIO DI PRIMA CLASSE
Il Ministero e zero invero contano Spesso lo stesso e solo un sesso vantano. A un'unità di qua o di là si montano, Di un voto ignoto al moto indi si spiantano.
Sorretti e accetti i Gabinetti affrontano Ritti i conflitti ed i sconfitti schiantano; Poi, grati ai Fati se i soldati ammontano A tanti quanti son bastanti, cantano.
Ma se i fiacchi o i vigliacchi i tacchi puntano, O se un minuto il muto aiuto allentano, Liti e garriti tra i partiti spuntano.
Desti gli onesti e questi si addormentano; Rimovi i chiovi e i novi più si appuntano; E tasse e sopratasse a masse aumentano!
ALLA POETESSA ARGIA SBOLENFI