Italian poem
Carlo, dunque venite a le mie rime
by Pietro Bembo
Carlo, dunque venite a le mie rime vago di celebrar la donna vostra, ch’al mondo cieco quasi un sol si mostra di beltà, di valor chiaro e sublime?
E non le vostre prose elette e prime, come gemma s’indora o seta inostra, distendete a fregiarla, onde la nostra e ciascun’altra età più l’ami e stime?
A tal opra in disparte ora son volto, che per condurla più spedito a riva, ogni altro a me lavoro ho di man tolto.
Voi, cui non arde il cor fiamma più viva, devete dir: – omai di sì bel volto, d’alma sì saggia, è ben ragion ch’io scriva –.