Versos Italian Pietro Bembo III

Italian poem

III

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Io vissi pargoletta in festa e ’n gioco, De’ miei pensier, di mia sorte contenta: Or sì m’afflige Amor e mi tormenta, Ch’omai da tormentar gli avanza poco.

Credetti, lassa, aver gioiosa vita Da prima entrando, Amor, a la tua corte; E già n’aspetto dolorosa morte: O mia credenza, come m’hai fallita.

Mentre ad Amor non si commise ancora, Vide Colco Medea lieta e secura; Poi ch’arse per Iason, acerba e dura Fu la sua vita infin a l’ultim’ora.

Io vissi pargoletta in doglia e ’n pianto, De le mie scorte e di me stessa in ira: Or sì dolci pensieri Amor mi spira, Ch’altro meco non è che riso e canto.

Arei giurato, Amor, ch’a te gir dietro Fosse proprio un andar con nave a scoglio; Così là ’nd’io temea danno e cordoglio, Utile scampo a le mie pene impetro.

Infin quel dì, che pria la punse Amore, Andromeda ebbe sempre affanno e noia; Poi ch’a Perseo si diè, diletto e gioia Seguilla viva, e morta eterno onore.

Amor, la tua virtute Non è dal mondo e da la gente intesa, Che, da viltate offesa, Segue suo danno e fugge sua salute. Ma se fosser tra noi ben conosciute L’opre tue, come là dove risplende Più del tuo raggio puro, Camin dritto e securo Prenderia nostra vita, che no ’l prende, E tornerian con la prima beltade Gli anni de l’oro e la felice etade.