Italian poem
Vecchiaia
Chiamo ogni giorno ai consueti uffici le castalidi dee: ma più non hanno cura di me le sacre mie nutrici. In van tempro la cetra, in van m'affanno, ché ritrosi adattarsi i detti miei all'armoniche leggi or più non sanno. Qual ne sia la cagione io non saprei: so che poco or mi val quanto adunai da' Toschi, da' Latini e dagli Achei. Forse è vizio del clima, a' pigri rai del vicino Orion: forse l'ingegno cangiò natura, e intorpidisce ormai.