Italian poem
Amore e morte
I.
Egli le disse: So, so di morire pallida Iddia fra le tue braccia e sfido questa morte dolcissima, sorrido a quest'ora fatal che dee venire.
O, frementi d'amor nel nostro nido in un bacio lunghissimo svenire!... Così la gente ci vedrà partire abbracciati per sempre e senza un grido.
Oh è bello, è bello, sai far della vita un'eterna dolcezza e poi passare con un bacio alla morte! Ecco che bramo!
Nella fronte di lei pallida e ardita risplendettero i grandi occhi di mare e appassionata sospirò: Moriamo...
II.
Un lampo sotto al sua ciglia folta brillò d'ebbrezza e porse all'estasiato le sue labbra divine e il dolce fiato... Baciò, baciò furente ed ogni volta
che baciava, moriva sull'amato corpo che come rosa appena colta era fragrante... Su la coppia stolta languiva il sole; ma trionfava il fato!
Poi vennero le stelle silenziose... Cantò il gallo all'aurora di viola e s'aprirono al dì tutte le porte.
Ma nell'alcova, fra morenti rose ella gridò: Non mi lasciare sola! Lui disse: Resterò, fino alla morte!...
III.
Venne la morte; piansero le rose petali tristi sopra i corpi belli; egli, confusi aveva i suoi capelli con le chiome di lei, fresche e odorose.
I grandi occhi non più fieri e ribelli nelle palpebre la pia morte ascose, le manine di lei nelle sue pose e li lasciò sognar sogni novelli...
Venne la luna nel suo dolce viaggio sovra gli amanti e li guardò: dal cielo fece piovere un suo pallido raggio,
e vide in quella luce gialla e stanca fra le rose insecchite e senza stelo un forte braccio e una manina bianca...