Italian poem
Da "Toblack"
I.
Bussò tre volte e sghignazzò tre volte. Sotto il ciel fosco non la porta immane tremò; cupo e lontano latrò un cane di angoscia e di uggia. Corse per le folte
cime de' pini un brivido. Stravolte or le pupille il mentecatto ha vane speranze di svegliare le lontane custodi, urlando. Schiantano le stolte
grida il silenzio enorme: un occhio sboccia di tra le nubi, guarda nell'oscuro piano e travede l'uomo a terra, immoto.
La Notte avida intende con divoto raccoglimento il palpito del puro sangue, segnare il tempo goccia a goccia.