Italian poem
De La Puerizia Ed Aurea Stagione
EUTERPE.
Giá rinnovella intorno la stagione, ch'eternamente verdeggiar solea prima ch'avesse Astrea gli uomini a sdegno e sé tornasse ai dèi, lasciando in lor quell'altra cosí rea che li arde, mentre Febo alto s'impone al tergo di Leone, o quella che dai monti iperborèi riporta il gielo a gli afri e nabatei. Or che l'occhio del ciel aggiorna in Tauro, or che 'l fior spunta ove 'l ghiaccio dilegua, or che 'l scita co' l'indo vento tregua fatt'hanno e dato è in preda il tempo al Mauro, Zefiro torna incolorar i lidi, e i pronti a tesser nidi vaghi augelletti, per lor macchie errando, natura van lodando, c'ha ricondutto cosí lieti giorni, d'aura gentile, d'erbe e fronde adorni.
«Et virgo caede madentes | ultima coelestum terras Astrea reliquit». OVID.
Boreas.
Auster.
Zephirus.
Férmati, Apollo, pregoti, nel grado, ch'oggi ascendendo e poggi e selve abbelli, e gli aurei tuoi capelli tempratamente spandi a l'universo; onde amorosi, leggiadretti e snelli ne vengon gli animali tutti al vado non d'Istro, Gange o Pado, ma del suo natural obbietto verso, c'ha l'un de l'altro, quand'è 'l ciel piú terso, verde la terra, il mar tranquillo e piano. Férmati, Apollo, e 'n sí bel trono sedi, fin che a le mani, al collo, a l'ale, ai piedi del Tempo (egli scamparse a man a mano s'asseta, tant'è vano!) Pirene ed Appennino sian appesi, che non si parta e i mesi porti con seco e l'aura e 'l dolce umore, ch'or monta in ogni foglia, in ogni fiore.
Amore.
«Sed fugit interea, fugit irreparabile tempus». VIRG.
L'aureo, gioioso e mansueto aprile, ch'or sparger d'ombre i verdi campi veggio, piacciali eterno seggio qui prender nosco, ch'altri non succeda. Partito lui, si va di mal in peggio; mentre vi spira l'ausura a gentile, Parca non sia, che file umana vita, e Morte a Pluto rieda, sol ombre ove posseda; rinverdasi da sé omai la terra; valete aratri, marre, falci e zappe! non più vepri saranno, cardi e lappe. Quella natia vertú che 'n lei si serra, senza ch'altri la sferra, uscendo stessa ci dimostra quanto sia di natura il manto piú bello senza l'arte e piú verace, ch'opra di voglia piú de l'altre piace.
Aureae pueritiae succedunt libidinosa iuventus, ambitiosa virilitas, curiosa senectus, stomachosa decrepitas.
Per se fert omnia tellus.
Ecco di latte scorreno giá i fiumi, sudano mèle i faggi, olio li abeti, e su per que' laureti celeste manna ricogliendo vanno le virgin ape; e i rosignoli lieti, c'han d'or' le penne, entro purpurei dumi nidi d'argento e fine perle fanno, securi di rapina o d'altro danno. L'impaventosa lepre lato al cane, l'agnella presso al lupo queta dorme, ché tutti li animal, giá in lor conforme, natura tiene in sue medeme tane: securi pesci e rane, questi da lontra, quelle da le biscie: non è chi strida o fiscie l'un contra l'altro per stracciarsi 'l pelo, ché l'aurea etade giá scese dal cielo.
«... fede e innocenza son reperte | solo ne' pargoletti, poi ciascuna | pria fugge che le guanze sian coperte». DANTE.
Date quiete, posti li aspri giovi, a' vostri armenti omai, duri bifolci, ed a que' fonti dolci lasciateli appressare! né quel rivo di voi sia alcun che piú 'l sostegna o folci, né chi di loco a loco lo rimovi, ché 'n questi giorni novi non è di libertá chi venga privo. Cantate anco, pastori, ché l'estivo e freddo ardore non privar piú deve di latte od appestar e' vostri greggi! Non piú clamosi fòri, non piú leggi, ché ciò vita gioiosa non riceve. O giovo dolce e leve a l'uomo ancora, il qual sprezza fortuna, siagli pur chiara o bruna, ché chi vivendo non fa oltraggio altrui securo di l'aurea stagion è in lui. E simplicetta e pueril canzone, come richiede il suo stesso soggetto, fu questa mia, dottissime sorelle; di che a voi chiama:--Non son io di quelle che, Urania, scrivi con sí bel soggetto e n'empi il sino e petto ai duo novi Franceschi, l'un ch'agnelli canta, lupi e ruscelli, l'altro del Senator l'alta pazzia! Ma chi fa il suo poter con gli altri stia.
«Vitam beatam efficiunt tranquillitas conscientiae et securitas innocentiae». GREG.
FINISCE LA PRIMA SELVA DEL TRIPERUNO.