Versos Italian Teofilo Folengo Triperuno, Limerno E Fúlica

Italian poem

Triperuno, Limerno E Fúlica

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TRIPERUNO. Or questo de gli altri piú sodisfarmi pare, maestro mio.

LIMERNO. Avrei con men durezza composto loro, se la divisione di essi trionfi in mia balía stata fusse. Onde pregoti non t'incresca udirne un altro, molto (per quello che me ne paia) de gli giá recitati men rozzo e triviale, quando che la libertade di esso tutta in me solo stata sia, dove li ventiuno trionfi, aggiungendovi appresso la Fama ed il Matto, si contengono:

Amor, sotto 'l cui impero molte imprese van senza Tempo sciolte da Fortuna, vide Morte sul Carro orrenda e bruna volger fra quanta gente al Mondo prese. --Per qual Giustizia--disse--a te si rese né Papa mai né, s'è, Papessa alcuna?-- Rispose:--Chi col Sol fece la Luna tolse contra mie Forze lor difese. --Sciocco qual sei! è quel Foco--disse Amore-- ch'or Angiol or Demonio appare, come temprar sannosi altrui sotto mia Stella. Tu Imperatrice ai corpi sei, ma un cuore benché sospendi, non uccidi, e un nome sol d'alta Fama tienti un Bagattella.

Venere.

Ma che miracolo è questo ch'ora veggio, Triperuno mio?

TRIPERUNO. Dove?

LIMERNO. Quel matto solenne di Fúlica veggio a noi venire.

TRIPERUNO. È dunque passato di Perissa in Matotta?

Soperstizia--Vanitade.

LIMERNO. Costui veramente, se non fallo, ha gittato in disparte le sportelle col breviario e vole de' nostri farse. O vecchio forsennato, che cosí inutilmente da gli soi primi verdi anni s'ha ricondutto fin a la impossibilitade di poter piú gioire di questi nostri piaceri! Oh come ha lunga barba il santo eremita! Oh come va savio, noverandosi li passi, questo santuzzo del tempo vecchio!

TRIPERUNO. Tacéti, per Dio, ché, omai troppo vicino, potrebbevi sentire.

FÚLICA. Dio vi salvi, amici miei.

LIMERNO. Et vos, domine pater.

FÚLICA. Di che cosa ragionate voi?

LIMERNO. Di amore.

FÚLICA. Amore spirituale?

LIMERNO. No, animale.

FÚLICA. Sta molto bene.

LIMERNO. Ma, dite voi, qual importante causa vi mena in questa regione amorosa? qual convenienzia è di questi nostri muschi ed ambracani con quelli vostri rigidissimi costumi?

FÚLICA. Causa non pur importante, ma importantissima, mi driccia a te, Limerno mio, acciò che con gli altri toi simili omai da questo mortal sonno vi svegliáti. Queste tre nostre regioni, Carossa, Matotta e Perissa, veramente sono uno laberinto di cento migliara di errori; né mai se non testé la ignoranzia, la sciocchezza, la soperstizia di me e mei compagni ho conosciuto, li quali avevamo la felicitade nostra riposto ne l'andar scalci, radersi il capo, portar cilizio ed altre cose assai, le quali, quantunque siano bone, fanno però lasciar le megliori. Ma non v'incresca udirmi, ché forse oggi la comune nostra salute averá principio.

LIMERNO. Vi ascoltaremo voluntieri: or incomenciate.