Italian poem
Chi fosse sano di dentro e di fuore
by Tommaso Crudeli (1702–1745)
Chi fosse sano di dentro e di fuore, e gl’increscesse di star troppo bene, s’egli non è un matto da catene, vada al festino del Vicerettore.
Tu trovi un uscio senza corridore e una scala per romperti le rene, che ti gonfia benissimo le vene e ti tiempie tutto di sudore.
In cima e in faccia a quella è un finestrino di dove in dolce modo assottigliato esce, per agghiacciarti, un ventolino.
Qui s’entra nel salotto deputato, dove, se tu t’appoggi a un tavolino o a una sedia, eccoti storpiato.
Chi poi fosse temprato d’oro in aceto, e fosse stato forte a questi tre bei risichi di morte,
avrà la bella sorte, se si trattiene almeno almen due ore, di poter vomitar l’anima e il cuore
medïante un liquore che sembra consumato alle brigate d’un par di brache sudicie d’un frate,
le quali siano state dieci ore in un bel piccolo paiolo a borbottar coll’acqua a solo a solo.
Su dunque, io ti consolo, tu che cerchi malan col fuscellino, non ti lasciar fuggir questo festino.