Italian poem
Poi non trovi posar, cessa l'affanno
by Tommaso della Gazzaia (?–1433)
Poi non trovi posar, cessa l’affanno, Non dar più zappa in acqua, e seme in rena, Che vedi la speranza invan ti mena Vagando di dì in dì, passando l’anno.
Benuccio, non canir più ’n tale inganno, Vogli alquanto posare e prender lena, Colla speranza in Dio paur raffrena, Che Dio sta fermo, e gli anni se ne vanno.
Non temer di compir ben tua giornata, E con dolcezza ponerti a sedere, Benchè sia terza e già nona passata,
Che ancor c’è vespro: ora vogli volere Da questo campo far buona levata; Riseca il non voler col più potere.
Sciogliti dalla fune, ond’ ei legato, Che ben potrai, se vuogli, ir da mercato.
Poi che ricorri al tuo Bindo Bonichi, E consigliando vuoi, che ’l ver ti dichi,
Sappi, ch’ i’ son da tai funi disciolto: Di mia levata m’è vie più ben colto.