Italian poem
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Mira, Fulvio, quel sol di novo apparso Come sua deità ne mostra fuore! Mira di quanta luce e quanto ardore Quest’aere intorno e questa terra ha sparso! Qual dea l’inchina tu, ch’angusto e scarso Fôra a’ gran merti suoi mortale onore: Io per me vo’ ch’anzi l’altar d’Amore Le sia in vittima il cor sacrato ed arso. Ed or dentro la mente un tempio l’ergo Ove sua forma il mio pensier figura E di Lucrezia il nome incide e segna: E in guardia eletta di sí degno albergo Sederà la mia fé candida e pura Perch’a gli altri desir rinchiuso il tegna.