Versos Italian Torquato Tasso 100

Italian poem

100

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O ne l’amor che mesci D’amar novo sospetto, O sollecito dubbio e fredda tema, Che pensando t’accresci E t’avanzi nel petto Quanto la speme si dilegua e scema; S’amo beltà suprema, Angelici costumi E sembianti celesti E portamenti onesti Per ch’avvien che temendo io mi consumi? E che mi strugga e roda, S’altri li mira e loda?

Già difetto non sei De la gentil mia donna, Che nulla manca in lei se non pietate; E temer non devrei Ch’ove onestà s’indonna Regnasse Amor fra voglie aspre e gelate: Pur la sua gran beltate Ch’altrui sí rasserena E lo mio picciol merto Mi fa dubbioso e ’ncerto, Tal che sei colpa mia, non sol mia pena: Sei colpa e pena mia, O cruda Gelosia. E me stesso n’accuso Ch’al mio martir consento Sol per troppo voler, per troppo amare; E quel che dentro è chiuso Con cento lumi e cento Veder i’ bramo, e non sol ciò ch’appare. Luci serene e chiare, Soavi e cari detti,

Riso benigno e lieto, Che fa nel piú secreto Albergo l’alma fra celati affetti? Fra gli occulti pensieri Che vuol? ch’io tema o speri? Voi, sospiri cortesi E fidi suoi messaggi, A chi ve ’n gite, a cui portate pace? Deh, mi fusser palesi Vostri dolci vïaggi, E quel che nel suo core asconde e tace! Oimé, che piú le piace Valore o chiara fama, O bella giovinezza, O giovenil bellezza, O piú sangue reale onora ed ama! Ma, se d’amor s’appaga, Forse del nostro è vaga. È il mio vero ed ardente, E per timor non gela, Né s’estingue per ira o per disdegno, E cresce ne la mente S’egli si copre o cela: Però, se rade volte ascoso il tegno, Ben di pietade è degno

E degni di mercede Sono i pensier miei lassi. Cosí solo io l’amassi Come il mio vivo foco ogni altro eccede, Ché non temerei sempre In disusate tempre. Né solo il dolce suono E l’accorte parole Di che seco ragiona e i bei sembianti, Ma spesso il lampo e ’l tuono E l’aura e ’l vento e ’l sole Mi fan geloso e gli altri divi erranti. Temo i celesti amanti: E se ne l’aria io veggio O nube vaga o nembo, Dico — Or le cade in grembo La ricca pioggia — ; e col pensier vaneggio, Che spesso ancor m’adombra Duci ed eroi ne l’ombra. Canzon, pria mancherà fiume per verno Che nel mio dubbio core Manchi per gelo amore.