Italian poem
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Aura, ch’or quinci intorno scherzi e vole Fra ’l verde crin de’ mirti e de gli allori, E destando ne’ prati vaghi fiori Con dolce furto un caro odor n’invole, Deh, se pietoso spirto in te mai suole Svegliarsi, lascia i tuoi lascivi errori, E colà drizza l’ali ove Licori Stampa in riva del fiume erbe e viole. E nel tuo molle sen questi sospiri Porta e queste querele alte amorose Là ’ve già prima i miei pensier n’andaro.
Potrai poi quivi a le vermiglie rose Involar di sue labbra odor piú caro E riportarlo in cibo a i miei desiri.