Italian poem
Sopra sé stesso
by Vincenzo Monti (1754–1828)
Vile un pensier mi dice: Ecco bel frutto Del tuo cercar le dotte carte: ir privo Sí della luce, che il valor visivo Già piega l’ale alla sua sera addutto. Se l’acume, io rispondo, è già distrutto Della veduta corporal, piú vivo Dentro mi brilla l’occhio intellettivo Che terra e cielo abbraccia e suo fa il tutto. Cosí mi spazio dal furor sicuro Delle umane follíe; cosí governo Il mondo a senno mio, re del futuro. Poi sull’abisso dell’obblío m’assido; E al solversi che fa nel nulla eterno Tutto il fasto mortal, guardo e sorrido.