Italian poem
Greca fronte nomar deggio o divina
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Greca fronte nomar deggio, o divina, Quella, cui negro il crin serpeggia intorno, Qual nembo suol cerchiar la mattutina Stella foriera di sereno giorno?
Greca, dich’io per certo, e peregrina, Se miro al suo gentil dolce contorno: Ma, se all’alto splendor, cui l’occhio inchina, Ch’ella è celeste cosa a dir pur torno.
So che l’egregio Apelle, e Fidia industre A Giuno, a Palla, a Cinzia, a Citeréa Davan fronte simìl; ma in mortal veste.
So che tal fronte ancora Elena avea. Paride sol potrìa, giudice illustre, Questa a dritto appellar greca, o celeste.
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