Italian poem
Non giunto a mezzo di mia vita ancora
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Non giunto a mezzo di mia vita ancora, Pur sazio e stanco del goder fallace Son di quest’empio, traditor, mendace Mondo, che i vizj apertamente onora.
Ma, se noja e dolor così mi accora, Perchè non cerco la immutabil pace Là dove in boschi solitaria giace, E di vergini rose il crin s’infiora?
Ritrarmi in porto, ove in tempesta ria Vittima (oimè) di stolte ingiuste voglie, Vive fra pianti e guai la donna mia?
Non fia, no, mai: qual più martìro accoglie, Più grata a me stanza piacevol fia: Sol m’è pace il divider le sue doglie.
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- Non che per mesi ed anni anche per ore
- Non compie un lustro ancor da ch'io pur dava
- Non di laudarti sazio mai nè stanco
- Non fu sì santo nè benigno Augusto
- Non perch'egli sia gelo il verno biasmi
- Non più scomposta il crine il guardo orrendo
- Non pria col labro desioso avea
- Non t'è mai Patria, no, il tuo suol paterno