Italian poem
Tosto ch'io giunga in solitaria riva
by Vittorio Alfieri (1749–1803)
Tosto ch’io giunga in solitaria riva, Quanto a me si appresenta, o poggio, o piano, O selva, o mormorio d’acque lontano, Tutto a prova mi accende e vuol ch’io scriva.
Eppur, non sempre avvampa in fiamma viva Del par la mente; onde avvien poi, che vano Spesso è il mio carme, e che fors’anco è insano Quasi d’uom che abbajando in rime viva.
Muto, deh pur, come di lingua il sono, Foss’io di penna! o al buon Vulcan sapessi Il neonàto Sonetto offrire in dono! —
Noi siam ben tutti appieno in ciò gli stessi; L’ultimo parto, ci par sempre il buono; Ma il precedente pure arder non dessi.