Italian poem
Una gara di corsa
Questa gara finita, il pio Trojano Avviasi in verde campo, a cui fan cerchio Selvosi colli, e ne la valle è un circo, Dove l'Eroe di molti mila in mezzo S'addusse, ed alto in un sedil si pose. Qui se alcun voglia gareggiar nel corso Con doni i cori alletta, e i premj pone. Concorron Teucri d'ogni parte e Siculi: Niso ed Eurialo primi; Eurialo insigne Di fresca giovinezza e di beltade, Niso di santo amor pel giovanetto. Cui vien dietro Dior, regio rampollo Del Priamide ceppo, e dietro a lui Salio insieme e Patron; l'uno Acarnane, Arcadio sangue e Teagete è l'altro. Poi due giovin Trojani Elimo e Panope, Usi in selve e compagni al vecchio Aceste. Molti di poi che fama oscura involve. In mezzo ai quali così favella Enea: Nessun di voi senza miei doni andrassi. Duo Gnossj strali di polito ferro, E di scolpito argento una bipenne, Saran fregio comune; i tre primieri Tra i vincitor più raro premio avranno, E andran di bionda oliva incoronati. Corsier di ricca bardatura al primo: Colma di Tracj dardi una faretra Amazonia al secondo, intorno a cui Larga e cospersa d'or fascia s'avvolge, E levigata gemma ha per fermaglio. D'esto elmo Argivo il terzo s'accontenti. Ciò detto prendon loco, e il segno udito, Già divoran lo spazio e di repente Fuggon la sbarra tutti, al par di nembo Sparpagliati, e gli sguardi hanno a la meta. Primo si slancia, e di gran tratto brilla Innanzi ai corpi de' volanti Niso Lieve qual vento o quale alata folgore. Addietro a lui, ma di gran pezza addietro Salio s'affanna, e dopo voto spazio Eurialo è terzo, ed Elimo l'insegue, Sotto cui già già vola, e il pie' col piede Dior gl'incalza, ed a le spalle il preme; E se più spazio rimanea del corso, Gli avria tolta la palma, o messa in forse. E già sul corso estremo affaticati Toccavano a la meta, allor che Niso Su l'erba sdrucciolò, che il sangue avea Di scannati giovenchi inumidita. Misero giovanetto, in cor già baldo De la vittoria, in sul terren calcato Mal fermò l'orma vacillante, e prono Tra il sozzo fimo e il sacro sangue el giacque. Ma non già l'amor suo pose in oblio; Poi che appuntossi in sul fuggevol suolo, E stette a Salio incontro; ei riversato Si rotolò ne la minuta arena. Eurialo balza, e già la meta il primo Tien per l'ufficio de l'amico, e vola Tra il favorevol fremito ed il plauso. Elimo poscia, ed or Diore è il terzo. Ma l'adunanza del gran circo tutta, E le file de' Padri più vicine, Di schiamazzo empie Salio, e restituto Chiede l'onor che gli rapia l'inganno. Sta il favor per Eurialo, e il bel pianto, E il valor che in bel corpo è più gradito. Lo seconda Diore, ed a gran grida Lo proclama, Dior che a la seconda Palma or pervenne, e il minor premio avrassi, Se l'onor primo a Salio è devoluto. Allora Enea: Fisso ad ognun rimane, O giovanetti, il premio suo, né puote L'ordin turbar de la vittoria alcuno. A me concesso or sia de la sventura De l'incolpato amico esser pietoso. Disse, e un gran tergo di leon Getulo Grave di folta giubba, e d'unghia d'ora A Salio dona. Allor Niso: Se tanto È il guiderdon de' vinti, e dei caduti Ti duol, qual degno darai premio a Niso, Che l'onor meritai del primo serto, Che sorte avversa, al par che a lui, mi tolse? E ponea in mostra, favellando, il volto, E la persona d'atro fimo intrisa. Sorrise a lui l'ottimo padre, e fatto Uno scudo venir, Greco lavoro, Strappato ai Greci dal Nettunio tempio, Inclito dono al giovin chiaro il diede.