Italian poem
Un Altro Scudiero
I Franchi, o re.
DESIDERIO.
Che Franchi?
(la scena s’affolla di Longobardi fuggitivi. Entra BAUDO)
ADELCHI.
Baudo, che fu?
BAUDO.
Morte e sventura! Il campo È invaso e rotto d’ogni parte: al dorso Piombano i Franchi ad assalirci.
DESIDERIO.
I Franchi! Per qual via?
BAUDO.
Chi lo sa?
ADELCHI.
Corriamo; ei fia Un drappello sbandato.
(in atto di partire)
BAUDO.
Un’oste intera: Gli sbandati siam noi: tutto è perduto.
DESIDERIO.
Tutto è perduto?
ADELCHI.
Ebben, compagni, i Franchi? Non siam noi qui per essi? Andiam: che importa Da che parte sian giunti? I nostri brandi, Per riceverli, abbiamo. I brandi in pugno! Ei gli han provati: è una battaglia ancora: Non v’è sorpresa pel guerrier: tornate; Via, Longobardi, indietro; ove correte, Per Dio? La via che avete presa è infame: Il nemico è di là. Seguite Adelchi.
(entra ANFRIDO)
Anfrido!
ANFRIDO.
O re, son teco.
ADELCHI.
(avviandosi)
O padre; accorri, Veglia alle Chiuse.
(parte seguito da ANFRIDO, da BAUDO e da alcuni Longobardi).
DESIDERIO.
(ai fuggitivi che attraversano la scena)
Sciagurati! almeno Alle Chiuse con me: se tanto a core Vi sta la vita, ivi son torri e mura Da porla in salvo.
(sopraggiungono Soldati fuggitivi dalla parte opposta a quella da cui è partito ADELCHI).
UN SOLDATO FUGGITIVO.
O re, tu qui? Deh! fuggi.
(attraversa le scene).
DESIDERIO.
Infame! al re questo consiglio? E voi, Da chi fuggite? In abbandon le Chiuse Voi lasciate così? Che fu? Viltade V’ha tolto il senno.
(i Soldati continuano a fuggire. DESIDERIO appunta la spada al petto d’uno di essi, e lo ferma).
Senza cor, se il ferro Fuggir ti fa, questo è pur ferro, e uccide Come quello de’ Franchi. Al re favella: Perchè fuggite dalle Chiuse?
SOLDATI.
I Franchi Dall’altra parte hanno sorpreso il campo; Gli abbiam veduti dalle torri. I nostri Son dispersi.
DESIDERIO.
Tu menti. Il figliuol mio Gli ha radunati, e li conduce incontro A que’ pochi nemici. Indietro!
SOLDATI.
O sire, Non è più tempo; e’ non son pochi; e’ giungono; Scampo non v’è: schierati ei sono; e i nostri Chi qua, chi là, senz’arme, in fuga: Adelchi Non li raduna: siam traditi.
DESIDERIO.
(ai fuggitivi che s’affollano)
Oh vili! Alle Chiuse salviamci; ivi a difesa Restar si può.
UN SOLDATO.
Sono deserte: i Franchi Le passeranno; e noi siam posti intanto Tra due nemici: un piccol varco appena Resta alla fuga: or or fia chiuso.
DESIDERIO.
Ebbene; Moriam qui da guerrier.
UN ALTRO SOLDATO.
Siamo traditi; Siam venduti al macello.
UN ALTRO SOLDATO.
In giusta guerra Morir vogliam, come a guerrier conviensi, Non isgozzati a tradimento.
ALTRO SOLDATO.
I Franchi!
MOLTI SOLDATI.
Fuggiamo!
DESIDERIO.
Ebben, correte; anch’io con voi Fuggo: è destin di chi comanda ai tristi.
(s’avvia coi fuggitivi).
ed
È penetrato
donde
la scena
dei
ragunati
quei
raguna
Fra
picciol
SCENA IV.
Parte del campo abbandonato da’ Longobardi, sotto alle Chiuse.
CARLO circondato da CONTI FRANCHI, SVARTO.
CARLO.
Ecco varcate queste Chiuse. A Dio Tutto l’onor. Terra d’Italia, io pianto Nel tuo sen questa lancia, e ti conquisto. È una vittoria senza pugna. Eccardo Tutto ha già fatto.
(a uno de’ Conti)
Su quel colle ascendi, Guarda se vedi la sua schiera, e tosto Vieni a darmene avviso.
(il Conte parte).
dai
ad
dei
Guata
SCENA V.
RUTLANDO, e DETTI.
CARLO.
E che? Rutlando, Tu riedi dal conflitto?
RUTLANDO.
O re, ti chiamo In testimonio, e voi Conti, che in questo Vil giorno il brando io non cavai: ferisca Oggi chi vuol: gregge atterrito e sperso, Io non l’inseguo.
CARLO.
E non trovasti alcuno Che mostrasse la fronte?
RUTLANDO.
Incontro io vidi Un drappello venirmi, ed alla testa Più duchi avea: sopra lor corsi; e quelli Calar tosto i vessilli, e fecer segni Di pace, e amici si gridaro.—Amici? Noi l’eravam più assai, quando alle Chiuse Ci scontravam.—Chiesero il re; le spalle Lor volsi; or li vedrai. No: s’io sapea A qual nemico si venia, per certo Mosso di Francia non sarei.
CARLO.
T’accheta, Prode tra’ prodi miei. Bello è d’un regno, Sia comunque, l’acquisto; in lungo, il vedi, Non andrà questo; e non temer che manchi Da far: Sassonia non è vinta ancora.
(entra il Conte spedito da CARLO).