Italian poem
Per Santa Cecilia - iii (Lucas)
by Angelo Mazza (1741–1817)
DOPO le tante vigilate e sparte Rime che stanco avrian forse l’ingegno Qual è più destro per salire al segno Ond’uom da volgar turba si diparte; S’io meritai di te, sacrando in carte Arduo lavoro di memoria degno, Vergine, e corsi di tue laudi il regno, Quello correndo della music’arte: Deh, quando, aperto il carcer che mi serra, Vedrommi sotto il piè Cirra, Elicona E ’l livor macro ch’ivi a’ buon fa guerra; Dammi ascoltar la melodia che suona In ciel sì dolce, e, qual non bramo in terra, Quivi d’eterni rai cinger corona.